Storia e Cultura dell'Alimentazione

Docenti: 
LUCCHETTI TOMMASO
Crediti: 
8
Sede: 
PARMA
Anno accademico di offerta: 
2020/2021
Responsabile della didattica: 
LUCCHETTI TOMMASO
Settore scientifico disciplinare: 
STORIA MEDIEVALE (M-STO/01)
Semestre dell'insegnamento: 
Annuale
Anno di corso: 
1
Lingua di insegnamento: 

Italiano

Obiettivi formativi

Lo studente al termine del corso conosce le linee generali della storia dell'alimentazione, della cultura gastronomica e dell’arte conviviale, sapendone leggere gli aspetti principali e le evoluzioni da un punto di vista sociale, culturale, economico, negli aspetti tecnici e materiali ed al tempo stesso intellettuali e simbolici. Conosce i principali repertori di fonti e bibliografia, le tipologie della documentazione testuale ed iconografica, e le loro possibilità di lettura ed interpretazione. Può essere in grado di impostare, affrontare e condurre una ricerca storica su singoli temi storico-alimentari, conoscendo le modalità primarie di indagine.
Possiede pertanto gli strumenti per comprendere i lineamenti di storia sugli aspetti alimentari, gastronomici e conviviali, e deve saper comunicare in relazioni e testi scritti adeguati tracciati storici su singoli temi di storia e cultura dell’alimentazione, esprimendosi con una visione d’insieme corretta ed una terminologia appropriata.
Il fine è portare alla conoscenza della storia dell’alimentazione, della cultura gastronomica e dell’arte conviviale attraverso metodi e strumenti di indagine, ricerca, elementi distintivi, fattori di identità culturale, ed arrivare così a considerare il cibo come prodotto della cultura per le modalità di produzione, preparazione e consumo, e per le differenze e connotazioni storiche e territoriali

Prerequisiti

Conoscenza di base del percorso generale della società umana dalla preistoria e dalle più antiche civiltà, ed a seguire dal Medioevo con particolare riferimento alle vicende italiane ed europee dal VII secolo agli inizi del 2000.

Contenuti dell'insegnamento

Lineamenti di storia dell'alimentazione, della cultura gastronomica e delle pratiche da mensa, dall'antichità all'epoca contemporanea, con particolare attenzione all’Italia.
In avvio è necessaria una riflessione su come numerosi aspetti contribuiscano a differenziare nel tempo e nello spazio l’importanza del cibo e della mensa, e nel definire un’identità culturale. Si ricostruisce poi il percorso cronologico dalla preistoria, attraverso le antiche civiltà del Mediterraneo, e quindi a seguire il Medioevo e l’Età Moderna, fino alla realtà contemporanea.
Si analizzeranno cambiamenti ed evoluzioni causate da implicazioni culturali e di gusto, religiose, tecniche, geografiche, economiche, attraverso la lettura di fonti documentarie e citazioni letterarie di testi antichi (a partire dai miti fino alla trattatistica specializzata), e l’osservazione di testimonianze iconografiche e materiali. A partire dal concetto di “piante di civiltà” si inquadra di volta in volta come le scelte (predilezioni e rifiuti) alimentari siano un fattore fondamentale nella costruzione dell’identità culturale di un’epoca nelle molteplici diversificazioni di contesti sociali e di territori, non solo attraverso il repertorio codificato dei cibi, ma anche attraverso le pratiche di cucina e di artigianato alimentare, e i riti e le arti della tavola imbandita. L’evoluzione della cultura gastronomica, attraverso i trattati ed i ricettari delle varie epoche ed i loro autori, permette di capire cambiamenti non solo nel gusto e nelle tecniche, ma registra riscontri anche nella creatività e nella sensibilità culturale, nelle espressioni artistiche e nelle dinamiche economiche-sociali di ogni periodo storico. L’insieme delle conoscenze del passato e delle tradizioni ereditate consente di identificare, riconoscere e codificare le tipicità, ricostruirne la storia, promuovere la loro valorizzazione come espressione autentica ed indiscussa del patrimonio culturale.

Bibliografia

CAPATTI A., MONTANARI M., La cucina italiana, Storia di una cultura, Laterza, Roma-Bari, 1999: Introduzione, pp. VII-XVI, cap. III pp. 99-143, cap. IV 146-183, cap. VI pp. 221-248, cap. VIII pp. 285-319
MONTANARI M., La fatme e l’abbondanza, Laterza, Roma - Bari 1993
MONTANARI M., Il cibo come cultura, Laterza, Roma-Bari, 2004
CAPATTI A., De BERNARDI A., VARNI A., (a cura di), Storia d’Italia, Annali 13, L’alimentazione, Torino, Einaudi, 1998: Introduzione, pp. XVII-LXIV, pp. 7- 22, pp. 171-204 , pp. 379-447, pp. 454-493, pp. 533-584, pp. 951-1003, pp. 1009-1031

Si segnala come questi testi, oltre che disponibili nelle librerie e nelle copisterie universitarie, siano consultabili a disposizioni degli studenti nella biblioteca del dipartimento.
Eventuali altri testi di lettura ed integrazione verranno segnalati e forniti dal docente direttamente sulla piattaforma di “Elly”

Metodi didattici

Le modalità di trattazione e svolgimento delle lezioni saranno per lo più di tipo frontale, in lingua italiana con l’ausilio di materiale documentale e supporti informatici. Ci si avvarrà della lettura e del commento di fonti testuali (letterarie e scientifiche) ed iconografiche, come esempi di analisi e riflessione sulla documentazione, e di avvio alla metodologia della ricerca storica. La partecipazione alle lezioni, e lo studio delle relative dispense, non esime lo studente dallo studio approfondito ed accurato dei testi segnalati in bibliografia

Modalità verifica apprendimento

La verifica dell’apprendimento avverrà tramite un esame suddiviso in due parti.
La prima sarà una prova scritta sul programma di studio del corso, strutturata in quindici domande a risposta multipla e tre domande aperte: verrà valutata per la votazione finale la conoscenza degli argomenti, la capacità di contestualizzare le tematiche affrontate nelle domande, la flessibilità nel confrontare gli argomenti e collegarli tra loro, la proprietà di linguaggio e di esposizione. Oltre alla conoscenza storica di base acquisita, verrà considerata la consapevolezza nell’analisi degli aspetti culturali dell’alimentazione.
Superato il parziale scritto, la seconda parte dell’esame consisterà invece in una personalizzazione del percorso di studio da parte dello studente, che redigerà una piccola ricerca come saggio individuale della propria capacità di indagine storica. La tesina dovrà partendo da un documento scritto (un ricettario, un menù, una cronaca etc.) o da una memoria orale (ricordi o interviste a persone ancora in vita testimoni di memorie significative) provare a ricostruire la storia di un prodotto, di una ricetta, di una tradizione conviviale o di un cibo rituale, a libera scelta di ogni studente, secondo le proprie inclinazioni personali di interessi o appartenenze culturali e territoriali. E’ sempre comunque auspicabile che lo studente proponga preliminarmente il soggetto scelto per approvazione al docente. Il lavoro dovrà consistere in almeno 3 pagine corredate di bibliografia ed elenco delle fonti adoperate; sarà richiesta tassativamente la lettura e la consultazione di testi appositamente ricercati e consultati in biblioteca, e non esclusivamente una raccolta di nozioni formata dalla navigazione generica su siti web.
Lo studente invierà al docente il proprio lavoro di ricerca, che approvato previa richiesta di correzioni, e poi valutato si aggiungerà a formulare la votazione finale complessiva dell’esame.
Gli studenti possono iscriversi all’esame utilizzando ESSE3.